Di cosa parla il Decreto Legislativo 81/2008 ?

26.09.2012 13:59

 


Il D.Lgs. 81 del 9 aprile 2008 Testo Unico per la Sicurezza del Lavoro è stato pubblicato a seguito anche dei tragici fatti dello stabilimento Thjssen Group di Torino; il governo Prodi (uscente) si affrettò ad emanarlo e il successivo governo Berlusconi, in modo altrettanto rapido, a recepirlo.

Il risultato fu quindi quello di un decreto nato incompleto e comunque con termini temporali di applicazione (allora fu impostata la fine di maggio) assolutamente inadeguati.

Il legislatore prese quindi tempo inserendo diverse proroghe a parti del decreto stesso e definendo infine una scadenza definitiva al 16 maggio 2009, data per la quale l’adeguamento al testo di norma dovrà essere completo da parte delle aziende.

Il decreto abroga, recependone però i contenuti, diverse altre norme (che per brevità non elencheremo tutte) fra le quali il 626/94 e il 494/96 sulla sicurezza dei cantieri.

Il TUSL si riferisce però ad ogni attività lavorativa ed è applicabile a qualsiasi azienda che abbia almeno 1 dipendente e quindi ha applicazione vastissima.

I contenuti principali e innovativi del TUSL possono essere elencati di seguito:

  • aggiornamento e adeguamento delle sanzioni alle figure coinvolte nella sicurezza (non solo quindi il datore di lavoro, ma anche dirigenti, preposti e lavoratori)

  • inserimento della valutazione dei rischi da stress da lavoro correlato

  • riallineamento di parametri e livelli di esposizione (come, ad esempio, per l’esposizione al rumore o per la movimentazione manuale dei carichi)

  • aggiornamenti sugli aspetti di sorveglianza sanitaria (recente inserimento del test antidroga per il personale addetto alla guida di veicoli o di attrezzature potenzialmente pericolose come carrelli elevatori, carri ponte e autoveicoli con obbligo della patente C)

Ovviamente l’elenco sopra non è esaustivo, ma serve per far capire come l’intervento del legislatore sia stato indirizzato da un lato a rendere il TUSL uno strumento completo di valutazione dei rischi sul posto di lavoro e dall’altro costituisca un elemento di forte sensibilizzazione ad una reale prevenzione e al coinvolgimento degli stessi lavoratori nelle questioni inerenti la propria sicurezza.

Il D.Lgs 81/2008 fa riferimento ad una serie di norme e decreti che si occupano della sicurezza contro gli incendi, della sicurezza delle macchine e delle attrezzature di lavoro, della sicurezza degli impianti (elettrici, termici etc...) Tutto ciò fa di questo testo di legge una specie di “gioco delle scatole cinesi” nel quale gli stessi tecnici si trovano spesso in difficoltà essendo la complessità dei riferimenti normativi più materia per avvocati che per ingegneri! 

Un particolare riferimento va fatto alla norma OHSAS 18001 -2007 che è la norma di riferimento per la certificazione di sistemi aziendali per la sicurezza del lavoro. La norma non è stata tradotta in italiano e deriva dal sistema normativo inglese specifico sulla sicurezza, ma l’INAIL ha redatto una linea guida che è praticamente ricalcata sulla OHSAS 18001-2007 e che, se seguita e certificata, consente di ridurre il premio aziendale all’INAIL in maniera considerevole.

 

LA DOCUMENTAZIONE


Il Testo Unico prescrive l’esecuzione della valutazione dei rischi connessi all’attività lavorativa e all’ambiente di lavoro.

Si tratta di una operazione che va condotta dal datore di lavoro che può avvalersi del supporto di tecnici specialistici e qualificati e del medico competente (il termine scelto abbastanza infelicemente –sembrerebbe che esistono anche medici incompetenti – in realtà intende personale medico laureato con apposita qualifica per la medicina del lavoro).

La valutazione dei rischi si esplica attraverso, fra l’altro, la stesura di un DVR Documento di Valutazione dei Rischi.

Questo documento esamina tutte le attività lavorative, tutte le figure professionali e tutte le attrezzature/strumenti di lavoro utilizzati. Inoltre sono considerati rischi connessi all’ambiente di lavoro includendo in questi anche i locali che, facendo parte della struttura aziendale, sono utilizzati o frequentati da personale: mense, bagni e servizi, locali di riposo, spogliatoi, sale riunioni, piazzali di parcheggio ….

Per quanto descritto prima è abbastanza ovvio che il DVR a sua volta richiami una serie di documenti, autorizzazioni, test accessori a cui il testo unico si riferisce.

Ad esempio nella valutazione del rischio da incendio  è sicuramente necessario fare riferimento al CPI (documento di prevenzione incendi)  che viene rilasciato dai Vigili del Fuoco dietro presentazione di relazioni tecniche, domande ed eventuale rapporto di sopralluogo per le aziende che sono soggette (la stragrande maggioranza !).

Non solo:  la normativa italiana prevede che i dispositivi per la lotta agli incendi (estintori, lance, etc….) siano controllati ogni 6 mesi da apposito personale qualificato. Deve essere costituita una squadra antincendio opportunamente formata e addestrata con ripetizione del corso di qualifica ogni 3 anni.

Analogamente si potrebbero riportare esempi sulle prescrizioni e le procedure di primo soccorso, di verifica degli impianti elettrici (la cui frequenza è differenziata a seconda delle applicazione, aziende, studi medici, ambienti destinati a civile abitazione o laboratori artigiani ….).

È quindi facile dedurre che un’azienda di dimensioni anche contenute (dai 10-20 dipendenti in su) si trova a dover far fronte ai seguenti tipi di necessità:

  • gestione di documenti che hanno un workflow e scadenze definite (o comunque sono soggetti a revisione periodica)

  • gestione della formazione del personale (sia per la formazione generale sulla sicurezza, sia per la formazione specifica, come quella del RLS Rappresentante dei Lavori per la Sicurezza, dei preposti, del RSPP Responsabile del Servizio di Prevenzione Protezione, dei carrellisti, dei video-terminalisti, delle lavoratrici in stato interessante, del personale addetto a particolari lavorazioni, ecc….)

  • gestione di questionari sulla sicurezza (alcuni di questi sono relativi al rischio da stress lavoro correlato)

  • gestione della distribuzione dei DPI Dispositivi di Protezione individuale (occhiali, otoprotettori, scarpe antinfortunistiche, guanti…)

  • gestione e registro degli infortuni (e, consigliato, anche il registro dei “quasi-infortuni” o “nearmiss”)

  • gestione delle scadenze mediche (visite, analisi, test…)

  • gestione delle scadenze inerenti verifiche di impianti elettrici

Ovviamente l’elenco non può essere completo perchè solo l’immaginazione e la capacità di un RSPP o di un gestore di un sistema qualità sicurezza può considerare le molteplici possibilità che possono presentarsi in azienda.

 

                                    Per ulteriori approfondimenti consultare 

                                      www.decreto-legislativo-81-08.it

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